Gruppi di ricerca

Riciclare il territorio e le sue infrastrutture
Stefano Munarin, Lorenzo Fabian, Maria Chiara Tosi, Paola Viganò

Il gruppo si occupa da anni della predisposizione di piani e progetti per il territorio veneto e del nord est con l’obiettivo di dare avvio a nuovi cicli di vita a partire dal deposito infrastrutturale ed edilizio contemporaneo – desueto o sottoutilizzato – non più adeguato a rispondere alle sfide ambientali, sociali ed energetiche che ci attendono.
I paradigmi che hanno guidato lo sviluppo e la crescita dei territori contemporanei sono giunti alla fine del proprio ciclo di vita e, nello stesso tempo e per queste stesse ragioni è possibile riconoscere il progressivo emergere di una nuova questione urbana. Entro questo sfondo, il deposito di acque, strade, edifici ed attrezzature, che nel secolo scorso ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo economico e nella modernizzazione di questa parte del Paese, oggi deve essere ripensato entro progetti integrati e non settoriali, capaci di assorbire entro la stessa cornice di senso i temi sociali, ambientali, energetici e di rivalutazione, anche spaziale, del paesaggio italiano. Rigenerare città e territori, reinventando il nordest.

Sovrascrivere il Palinsesto-Paesaggio

Renato Bocchi,Luigi Latini, Enrico Fontanari, Sara Marini

Il gruppo si occupa delle teorie del paesaggio e del suo progetto. Il paesaggio contemporaneo è un nuovo paesaggio che deve fare i conti con le rapide trasformazioni dei territori, con le problematiche gravi del consumo delle risorse, dei mutamenti climatici, della crisi economica, e che tuttavia non può e non deve dimenticare i temi della storia, della memoria e soprattutto della cultura (materiale e non) su cui anche i nuovi paesaggi possono e debbono riconfigurarsi. Le molteplici culture del progetto debbono dunque farsi carico di elaborare risposte utili a ripensare i paesaggi in una logica nuova, che sappia coniugare cultura e sviluppo economico e sociale. Sovrascrivere il palinsesto-paesaggio è ineluttabile per affermare una seria cultura progettuale nei confronti della stessa percezione delle popolazioni cui la Convenzione Europea del Paesaggio si richiama. Da un lato il paesaggio va dunque pensato come una infrastruttura fondamentale dei nuovi assetti territoriali, dall’altro, va inteso come portatore di una dimensione culturale che possa rifondare l’esperienza dello spazio –  architettonico, urbano e territoriale. Dunque sarà necessario proporre nuovi modelli insediativi che trovino nel paesaggio il fattore collante e strutturante e che consentano di ripensare la stessa struttura del costruito a partire proprio dai suoli liberi, accostando ai valori del paesaggio quelli del riciclo urbano.

Diritto ed economia del territorio e del riciclo / retrofit del patrimonio del novecento
Ezio Micelli, Giuseppe Piperata, Tommaso Bonetti, Micol Roversi Monaco

Il gruppo si occupa degli strumenti giuridici per il riciclo, che deriveranno dalla nuova disciplina del contenimento dell’uso di nuovo suolo: essa rende necessario l’intervento sul patrimonio edilizio esistente, attraverso la rigenerazione urbana e il riuso. Questo nuovo quadro normativo impone di ripensare agli ostacoli sinora frapposti alla trasformazione dell’edificato da parte della pianificazione urbanistica degli usi e della disciplina rigidamente vincolistica dei beni culturali. I temi del recycle coinvolgono infatti vari ambiti del diritto amministrativo: dal diritto urbanistico e dell’edilizia, al diritto ambientale e dei beni culturali e del paesaggio.
Parte essenziale della ricerca saranno gli strumenti giuridici per il recycle che derivano dalla disciplina del contenimento dell’uso di nuovo suolo: essa implica l’intervento sul patrimonio edilizio esistente, attraverso la rigenerazione urbana e il riuso. Questo intervento, che si sta rendendo oggi necessario, comporta di ripensare agli ostacoli sinora frapposti alla trasformazione dell’edificato da parte della pianificazione urbanistica degli usi e della disciplina rigidamente vincolistica dei beni culturali.

Politiche e pratiche di rigenerazione urbana e riciclo degli spazi pubblici nelle città delle differenze
Simona Morini, Elena Ostanel, Giovanna Marconi

Il gruppo si occupa di portare avanti riflessioni sull’idea di cittadinanza nelle città contemporanee e sui modi di far discutere e convivere le diverse comunità che si trovano ad abitare, anche non a lungo e non stabilmente, nello stesso spazio urbano, caratterizzato da crescente complessità. L’aumento dell’immigrazione internazionale, ha contribuito ad acuire tale complessità e avviare processi di addomesticamento dello spazio, nuove forme di home making, appropriazione, ri-appropriazione e rivendicazione degli spazi
Da un lato l’attenzione si focalizza sulla dialettica tra società e spazi pubblici,dall’altro lo sguardo è rivolto a come le politiche e la politica possano avere effetti tangibili sul diritto alla città da parte di tutti coloro che vi abitano. La promozione di una rigenerazione urbana che non sia solo fisica ma anche sociale può portare a sperimentazioni di riuso e autorecupero del patrimonio dismesso in un’ottica di innovazione sociale, partecipazione attiva e welfare generativo.

Zero Waste Design
Laura Badalucco, Luca Casarotto

Il gruppo si occupa da molti anni della preferibilità ambientale dei prodotti e, in particolare, della progettazione dei prodotti volta alla prevenzione dei rifiuti. Il tema della prevenzione e della gestione dei rifiuti è una delle questioni ambientali attualmente più pressanti si veda la Direttiva europea 2008/98/CE (recepita in Italia con il Decreto Legislativo 205 del 31 dicembre 2010) che ha confermato la gerarchia di priorità di intervento in relazione ai rifiuti. Questa gerarchia vede al primo posto la prevenzione a monte, per passare al riutilizzo, al riciclo, al recupero (ad esempio quello energetico) fino allo smaltimento, considerando l’ultima soluzione possibile.
L’obiettivo è quello di restituire valore a ciò che ora consideriamo “rifiuto” trasformandolo in “cibo” per nuove produzioni. L’ideazione e sperimentazione di soluzioni innovative per la prevenzione dei rifiuti necessita di una ricerca costantemente aggiornata e richiede la definizione di priorità specifiche, di una serie di criteri ambientali strutturati e condivisi, della collaborazione di tutti gli attori direttamente o indirettamente interessati alle filiere produttive e della definizione di chiari sistemi per monitorare i risultati ottenuti.

Il riciclo nel cinema, arte, comunicazione visiva
Marco Bertozzi

Il gruppo studia e si occupa delle pratiche di riciclo nelle arti multimediali, nel cinema e nella comunicazione visiva. Il contributo al ClusterLab riguarda soprattutto una pratica crescente del cinema contemporaneo, quella del found footage film. Si tratta di un orizzonte del riuso che trale linfa dalle immagini del passato per creare nuove visioni e forme di condivisione spettatoriale. Un’attenzione alla “re-visione” di memorie dimenticate, capace di coinvolgere home movies e non-fiction film, sequenze del cinema muto o frammenti televisivi. Una cultura visiva meticcia, fra videoarte, cinema d’artista e sperimentazioni documentarie che gode di una importante riflessione sul montaggio, nell’abbandono di significati originari verso nuove aperture di senso. Una riflessione che attraversa aspetti estetico-filosofici e che potrebbe dialogare/documentare/intersecare alcune forme contemporanee del riuso architettonico e paesaggistico a Venezia e nel Nord Est.